Vaccino anti Covid per donne in gravidanza e che allattano

La fine del 2020 e l’inizio del 2021 sono accumunati da un grosso tema che si sta dibattendo, sto parlando del vaccino anti Covid, un argomento che è letteralmente sulle bocche di tutti. Molti sono scettici circa la sua efficacia, altri invece non vedono l’ora che arrivi il proprio turno per potersi vaccinare. Giustamente anche le future-mamme e le neo-mamme che allattano hanno domande e dubbi a riguardo. E’ possibile vaccinarsi se si è incinte? E se si sta allattando, che conseguenze ci potranno essere per il neonato?

Ho cercato info a riguardo del vaccino anti Covid, con particolare attenzione verso queste ultime categorie di persone, ovvero le donne in gravidanza e le donne che allattano.

Innanzitutto vediamo di cosa stiamo parlando: cos’è questo vaccino anti Covid e come mai c’è tanta perplessità nei suoi riguardi?

Senza troppi spiegoni scientifici, il vaccino è rappresentato da una porzione di RNA messaggero (mRNA) incapsulato in una vescicola lipidica. L’mRNA è una molecola di acido ribonucleico che contiene l’informazione genetica per codificare una proteina del virus, la proteina Spike. La proteina spike non è il virus e tantomeno lo è l’mRNA, pertanto con il vaccino non si inietta il virus nel nostro corpo.

La natura lipidica del rivestimento dell’ mRNA permette il suo ingresso nelle cellule di chi riceve il vaccino; qui l’apparato di replicazione cellulare inizia a tradurre il messaggio dell’mRNA e a codificare per la proteina spike. Essendo una proteina estranea alle nostre cellule, la sua produzione attiva dei meccanismi di risposta del sistema immunitario, il quale comincerà a produrre anticorpi contro questo bersaglio. Se per caso chi ha ricevuto il vaccino entra in contatto con il virus (sars-cov-2), l’organismo riconoscerà immediatamente l’estraneo e scatenerà la risposta immunitaria.

Per chi solleva dubbi sulla validità dei dati clinici e sul fatto che il tempo per produrli sia stato limitato, dai dati presenti il letteratura si può dire che:

  • I fondi per la sperimentazione, che generalmente rappresentano un fattore che rallenta la ricerca di un vaccino, sono stati trovati molto in fretta, grazie ad aziende che vi hanno aderito
  • La metodologia di vaccino (vaccino a mRNA) era già stata studiata su SARS e MERS, quindi non è nuova
  • Tante strutture hanno aderito per la sperimentazione, come università e ospedali
  • Anche i volontari hanno aderito subito alla sperimentazione
  • Data la natura estremamente urgente della questione, le valutazioni circa l’efficacia del vaccino sono state immediatamente considerate dalle relative agenzie di competenza (FDA, EMA)

Tutto questo, come potete capire bene anche voi, ha ridotto notevolmente i tempi di sperimentazione di un vaccino.

Il vaccino per le donne in gravidanza

Viste le tempistiche ristrette per la produzione del vaccino anti Covid, la sperimentazione ha visto l’esclusione delle donne in gravidanza e delle donne che allattano, pertanto non ci sono dati sufficienti per determinare la sua efficacia e soprattutto i suoi possibili effetti collaterali in queste due categorie.

Quello che si legge in un comunicato dell’AIFA (Agenzia Italiana del FArmaco) è quanto segue:

I dati sull’uso del vaccino durante la gravidanza sono tuttora molto limitati, tuttavia studi di laboratorio su modelli animali non hanno mostrato effetti dannosi in gravidanza. Il vaccino non è controindicato e non esclude le donne in gravidanza dalla vaccinazione, perché la gravidanza, soprattutto se combinata con altri fattori di rischio come il diabete, le malattie cardiovascolari e l’obesità, potrebbe renderle maggiormente a rischio di COVID-19 grave.

Sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) si legge inoltre che le donne in gravidanza rappresentano una categoria a rischio, relativamente alle infezioni respiratorie. Come per tutti, a maggior ragione per le donne in gravidanza, l’ISS raccomanda di seguire in maniera stringente le norme di prevenzione primaria, cioè lavarsi bene le mani, evitare quanto più possibile di mettersi le mani nel naso, bocca e occhi, evitare il contatto con chi è malato o si sospetta tale.

E ancora, sul sito dell’EMA (European Medicines Agency) si legge in un documento tecnico che i dati clinici sulle donne in gravidanza sono limitati, ma studi su animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti su gravidanza, sviluppo embrionale/fetale, parto, o sviluppo post-natale.

Il documento afferma anche che la somministrazione del vaccino deve essere ben valutata ed effettuata qualora i potenziali benefici siano superiori ai rischi per madre e feto.

Tutti questi comunicati e documenti tecnici fanno intendere che, siccome non ci sono tanti dati clinici sulla sicurezza del vaccino per le donne in gravidanza, la somministrazione del vaccino deve essere ben valutata insieme al proprio medico ed effettuata se i benefici sono superiori al rischio di contrarre in forma grave il virus.

Il vaccino per le donne che allattano

Come dicevo sopra, le donne che allattano sono state escluse dalla sperimentazione, pertanto anche qui i dati sulla sicurezza sono scarsi. Se però il vaccino anti Covid sembra sicuro per le donne in gravidanza, non vedo quali danni possa portare per le donne che allattano.

Dai dati clinici di donne affette da sars-cov-2, si ritiene che la trasmissione verticale, cioè da madre a feto non avvenga e il virus non viene nemmeno rilevato nel latte materno.

L’ABM (Academy of Breastfeeding Medicine) espone le sue considerazioni sul vaccino anti covid per le donne che allattano. Si ribadisce ancora una volta l’importanza di un dialogo con il proprio medico, per una valutazione dei rischi e benefici nell’effettuare o meno il vaccino. I rischi in questo senso riguardano anche la possibile cessazione dell’allattamento, che invece sarebbe sempre da favorire.

Il comunicato afferma che durante l’allattamento è improbabile che avvenga l’ingresso del vaccino nel circolo sanguigno. E se questo dovesse succedere, è ancora meno probabile che le particelle di mRNA raggiungano il latte materno. Nella remota (e improbabile) ipotesi che questo possa accadere, ci si aspetta che l’mRNA venga digerito dal neonato senza alcun effetto biologico.

I rischi sul neonato sembrano essere nulli, invece potrebbero esserci benefici, in quanto gli anticorpi prodotti dalla madre potrebbero passivamente trasferirsi al latte ed essere passati così al neonato. In questo modo il neonato avrebbe una sorta di copertura contro il virus.

Tutto questo è da prendere con le pinze, in quanto le donne che allattano non sono state incluse nella sperimentazione clinica sulla sicurezza ed efficacia del vaccino anti Covid. Guardando però al passato, molti vaccini (ad esclusione del vaiolo e della febbre gialla) non hanno mai mostrato effetti dannosi per le donne in allattamento e per i neonati allattati al seno.

Vaccinarsi o no per le donne in gravidanza e che allattano deve essere una libera scelta, fatta però considerando tutti i potenziali benefici e gli eventuali rischi in cui si può incorrere.

Spero di averti dato qualche spunto per capire se per te vale la pena o no vaccinarsi, in questo post trovi i link dei comunicati e documenti tecnici (in italiano e in inglese) relativamente al vaccino anti Covid per le donne in gravidanza e che allattano. E mi raccomando: informati sempre sui siti ufficiali 🙂

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