Il mio countdown al cesareo

Care mom-to-be,

ancor prima di rimanere incinta sapevo che avrei dovuto sottoportmi ad un cesario, nell’ipotesi di mettere al mondo una creatura, questo perchè ho “problemi di salute”. Niente di preoccupante, solo che tanti anni fa dovetti subìre un’operazione agli occhi (ad un solo, in verità) per un distacco di retina. A suo tempo il mio oculista mi disse infatti che un domani fossi rimasta incinta, avrei dovuto optare per fare il cesareo. Lì per lì non ci detti  molto peso, avevo infatti solo 20 anni e l’avere un figlio era l’ultimo dei miei pensieri o forse non c’era nemmeno tra i miei pensieri. Nonostante ciò, ho incamerato questa notizia che è rimasta latente nella mia testolina fino a quando non ho scoperto di aspettare un bambino. Generalmente il pensiero di partorire sfiora le future mamme fin dai primissimi tempi… nel mio caso invece il ricordo di quelle parole del mio oculista sono raffiorate a galla… ed il pensiero di subìre un intervento per mettere al mondo mia figlia mi ha in parte terrorizzato.

Quando il pensiero di mettere al mondo babyB si è fatto più concreto (ovvero passato il primo trimestre) ho incominciato seriamente a pensare al cesareo e ad informarmi sull’ intervento ma soprattutto sul post-intervento, che avevo sentito dire essere il vero lato negativo dell’intera faccenda.

Ho letto sui social (Pinterest in primis) tanti articoli scritti da blogger su come affrontare l’intervento e il post, il decorso, gli esercizi da fare e soprattutto da non fare, i tipi di taglio, come curare la ferita etc… sapete no, i classici post del tipo “Le 20 cose che avrei dovuto sapere prima di affrontare un cesareo” e cose simili.

Molte persone a cui ho confidato che avrei dovuto fare il cesareo mi avevano detto che sarei stata fortunatissima, perchè non avrei sentito il dolore del parto naturale… tutto vero… però queste persone non sanno niente del decorso post-parto, dei movimenti che puoi o non puoi fare, del dolore costante che hai per almeno una settimana, del fatto che se ridi, tossisci, oppure usi in qualche modo i tuoi addominali (che, per la cronaca, sono stati tagliati e ricuciti) senti un dolore molto intenso. Inoltre ricordiamoci che è pur sempre un intervento, con tutti i contro del caso, dall’anestesia alle complicazioni, alle emorragie… che sono eventi molto rari ma che possono pur sempre accadere.

La mia personale preparazione al cesareo è stata innanzitutto fisica, ho cercato di fare attività sportiva fino alla fine (quasi alla fine!) per mantenere il mio tono muscolare e non mettere su troppo peso da smaltire, sapendo che avrei dovuto aspettare un po’ prima di poter riprendere l’attività fisica. E comunque, una volta che riprendi con gli esercizi, ci devi andare molto piano.

In ospedale ho seguito la trafila di visite, colloqui ed esami per sottopormi al cesareo, che è diversa se partorisci naturalmente. Sono stata informata di come si sarebbe svolto l’intervento, dei medicinali da prendere (prima e dopo), dell’anestesia… insomma al giorno presatbilito del parto sono arrivata molto informata. Ho seguito anche una dieta nei tre giorni prima dell’intervento, su consiglio dell’ospedale naturalmente, perchè essendo appunto un intervento a tutti gli effetti, c’è una dieta da rispettare.

Devo dire che non ho realizzato niente di quello che mi sarebbe successo fino al giorno “X”, fino a quando non sono entrata in ospedale quella mattina, fino a quando le infermiere non mi sono venute a prendere (in fretta e furia) per prepararmi all’intervento.

Quella giornata è stata un tripudio di emozioni, dall’ansia, alla paura, fino ad arrivare alla gioia infinita quando ci siamo viste per la prima volta e per la seconda e la terza… e devo ammettere che, nonostante avessi avuto il tempo materiale per ragionare su quello che sarebbe stato, non si è veramente mai pronti a vivere quella magica realtà.

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